Editoriali
Il cielo non è così azzurro a Sassari e questa primavera tarda ad arrivare. Più che altro ha il sapore di un autunno inoltrato. A dispetto delle previsioni la settantesima edizione della Cavalcata si è svolta e ha coinvolto a suo modo, come sempre. Il salotto buono di Piazza d‘Italia addobbato per le grandi occasioni ha spalancato le braccia dell’accoglienza ai numerosi turisti, ai nostalgici e ai sassaresi in trasferta. I curiosi erano
PREMESSA Crozza non mi piace e non mi ha mai fatto ridere. Non sono un tifoso della Juve. Parere personale. Fine. I FATTI Il 3 aprile la Juventus vince contro il Real Madrid 3 a 1. In virtù del risultato della gara di andata esce dalla Champions League. Il gol del Real su rigore assegnato nei minuti di recupero per fallo di Benatia su Vazquez. Cristiano Ronaldo realizza. Medhi Benatia
Sassari è una cartolina sbiadita che non è mai stata affrancata, un viaggio di sola andata per un luogo della memoria al quale non ci siamo mai disaffezionati. Sassari è zimino e ciogga, faba e ingiugliu, impiccababbu e pizzinni pizzoni. Sassari è la Torrese, con le sue gioie ed i suoi fallimenti, il castello e le mura abbattute, gli orti estinti di Predda Niedda. Sassari è così, fatalmente decaduta che
Voglio l’estate! – urlano in inverno; Voglio la pioggia! – strepitano in estate; Non l’ho mai detto, a me l’inverno piace! – aggiungono in estate; Ma neanche per idea, d’estate si sta bene! – inveiscono a gennaio; COLPA DEL SINDACO! Concludono mestamente quando gli argomenti languono ed è necessario individuare un capro espiatorio. In realtà la cosa non si distacca tanto dalla realtà: è sempre un po’ colpa di chi
Ma siamo davvero tutti pronti ad accettare la satira anche quando ci tocca personalmente? Sgomento, indignazione, fastidio per la vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto. E, si badi bene, non sui terremotati. La vignetta faceva riferimento ad un preciso modo di fare le cose all’italiota, tanto da ridurre i poveri abitanti a lasagne, tipica pasta italiana. Se c’è qualcuno che ritiene che quel disegno fosse un attacco alle vittime può
La storia di Padre Paolo e dei migranti è esemplare. Come quella di Papa Francesco quando disse che al mondo c’è troppa gente che pettina i gatti, infiocchetta i cani e fornisce loro il miglior cibo senza rendersi conto di quanta gente vive in povertà. Gli animalisti, quelli limitati mentalmente, insorsero. I puri di cuore compresero. Ribadendo il concetto di Umberto Eco a proposito della parola data agli imbecilli tramite
Sassari è divisa in due. Da una parte chi evidenzia tutto ciò che non va, usando brutalmente facebook. Dall’altra chi subisce queste lamentele, diviso tra confermare che effettivamente c’è un buco di fronte al suo portone o che effettivamente i disoccupati sono un fatto tangibile o effettivamente bla bla bla. A volte sembra essere latitante solo quella parte di cittadini che vede il buono nella propria città, e sarebbe pronta